Dalla torsione al ricciolo. Come nasce il Barocco

mochi-angelo

Nel 1605 Francesco Mochi, uno scultore che ha allora poco più di vent’anni, termina quest’Angelo dell’Annunciazione che da alcuni viene considerata la prima scultura completamente barocca. Si tratta della prima scultura che può essere vista da tutti i lati, non solo frontalmente. La posizione in cui è rappresentato l’angelo dimostra che è appena sceso dal cielo, verso cui rivolge il braccio sinistro. La lavorazione del marmo della veste mostra che probabilmente l’idea dell’artista era di metterlo accanto ad un punto di luce in modo che il marmo risplendesse in maniera particolare. L’effetto teatrale è notevole. Ma la cosa più importante è il giro della veste, che svolazza nell’aria (incredibile l’abilità nel lavorare la pietra come se fosse un panno di stoffa) creando un ricciolo perfetto. Ed è proprio il ricciolo, secondo quanto ci spiega Philippe Daverio in questa piacevolissima puntata di Passepartout, il segreto del gusto Barocco.

Passepartout è da quasi dieci anni una trasmissione ‘cult’ prodotta dalla Rai con un incredibile successo di pubblico e di cui si continuano ad emettere repliche di vecchie puntate, come questa sul Barocco. Su youtube si possono trovare ancora molte puntate. Il motivo del suo successo è rappresentato probabilmente dal tipo di formato e dall’atteggiamento del suo autore. Philippe Daverio è un critico d’arte che ha studiato Economia all’Università Bocconi di Milano e che insegna Etica del Design in diverse Facoltà di Ingegneria. Il suo sguardo sull’arte è quindi necessariamente eclettico e spazia dai grandi capolavori fino agli oggetti più quotidiani e insignificanti. L’obiettivo non è quello di cercare la ‘grande arte’ ma di scoprire la mentalità ed il modo di vedere il mondo che sta dietro la creazione degli oggetti nel corso del tempo.

Nel caso del Barocco Daverio ci spiega come il clima della Controriforma avrà una prima conseguenza nella rappresentazione del corpo umano, che può essere dipinto nudo solo se non completamente frontale: è l’invenzione della torsione. Attraverso un meraviglioso itinerario che va dai riccioli del manico del primo violino alle parrucche del Re Sole; dagli svolazzi dei pizzi e dei merletti della moda dell’epoca fino alle polene delle navi, Daverio ci conduce a riconoscere gli indizi che mostrano la nascita di una nuova sensibilità estetica che condurrà alla creazione di sculture come quelle dell’angelo di Mochi, che si trova attualmente al Museo dell’opera del Duomo di Orvieto. Buon divertimento.

2 pensieri su “Dalla torsione al ricciolo. Come nasce il Barocco

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