Lessico: non dire gatto…

Da oggi abbiamo deciso di dedicare di tanto in tanto uno spazio ai modi di dire, quelle frasi fatte tipiche della lingua parlata che incuriosiscono sempre gli studenti, facendoli spesso sorridere.

Inizieremo con alcuni modi di dire che hanno come protagonista un animale domestico molto comune: il gatto.

Se una persona è molto agile, se è capace di arrampicarsi sugli alberi, di salire sui muri e di saltare dappertutto senza paura possiamo dire che è agile come un gatto.

Facciamo riferimento  alla destrezza di questo felino anche quando qualcuno fa il saccente e vuole saperne sempre più degli altri in tutti gli ambiti. Diciamo che quella persona vuole insegnare ai gatti ad arrampicarsi.

Quando due cose o due persone sono totalmente incompatibili possiamo dire che sono come il gatto e l’acqua bollita. Anche questa frase non ha bisogno di ulteriori spiegazioni visto che sappiamo bene tutti quanto questi felini odino l’acqua. Immaginiamoci se è bollente…

Se andiamo in un locale o a una festa dove non c’è quasi nessuno e all’indomani qualcuno ci chiede com’è andata la serata possiamo dire, con tono dispiaciuto, che eravamo in quattro gatti.

Quando qualcosa non ci convince, se la situazione è poco chiara o se pensiamo che qualcuno stia cercando di ingannarci o di farci uno scherzo diciamo sospettosi qui gatta ci cova! Probabilmente questo detto è dovuto dalla posizione accovacciata che assume il gatto prima di lanciarsi su una preda.

Se invece dobbiamo affrontare un problema o una situazione particolarmente difficile diciamo di avere una bella gatta da pelare. Pare che questo proverbio derivi dal fatto che provare a togliere i peli a un gatto, senza essere graffiati, è praticamente impossibile.

E per finire, ecco una curiosità sul proverbio non dire gatto se non l’hai nel sacco. Molti italiani diranno che si tratta di un errore, che la parola corretta non è l’animale gatto, ma il numero con i quale fa rima, ovvero il quattro. Esistono infatti molte storie popolari e antiche che spiegano l’origine di questo detto con il numero. Alcune hanno come protagonisti monaci ai quali vengono  promesse quattro pagnotte in elemosina, ma emozionandosi prima del dovuto finiscono per non riceverle tutte quante; altre cacciatori che esultano per aver acchiappato quattro prede, prima di accorgersi che l’ultima era invece riuscita a scappare. Tuttavia, la variante con la parola gatto, forse nata come fraintendimento e poi pian piano diffusa all’interno della lingua, viene oggi usata da molti.

Nella vostra lingua ci sono dei modi di dire che hanno come protagonista il gatto?

Sono simili a questi o sono diversi?

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