Cose da fare (e da non fare!) alla Biennale di Venezia.

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Padiglione Italia.

Lo scorso 9 maggio è stata inaugurata la 56° edizione della Biennale D’Arte a Venezia con il titolo All the World’s Futures (Tutti i futuri del mondo). Un evento fantastico sia per gli esperti d’arte sia per i curiosi che vogliono scoprire le nuove tendenze artistiche mondiali. Chi visita la Biennale una volta difficilmente resiste alla tentazione di tornarci.

Ecco alcuni consigli utili per godervi pienamente questa esperienza:

  • È meglio prendersi la Biennale con calma. Le mostre sono ospitate in due enormi spazi espositivi principali, i Giardini e l’Arsenale, ma ci sono anche tantissimi Paesi che espongono lavori interessanti in altri luoghi (normalmente all’interno di palazzi storici) della città lagunare. Per organizzare la vostra visita al meglio potete “studiare” questa mappa.
  • Esistono varie tipologie di biglietti: un biglietto che permette un solo ingresso a ognuna delle due sedi espositive principali e un pass che consente di entrare più volte, in giorni consecutivi o no, a seconda della modalità scelta. Vi consigliamo di acquistarli on-line (potete farlo cliccando questo link dove troverete tutte le informazioni) per evitare di fare la coda e di ricordarvi di portare con voi un documento d’identità perché vi verrà chiesto.
  • Quest’anno parteciperanno alla Biennale 89 Paesi. Il padiglione della Spagna si trova dentro ai Giardini e ospita un progetto collettivo sulla rilettura di Salvador Dalì  curato da Martí Manen.

     Bacino di carenaggio dell'Arsenale
    Bacino di carenaggio dell’Arsenale.
  • Oltre alla Biennale ufficiale ci sono tantissimi eventi collaterali. Per non perderveli date un’occhiata qui. Inoltre, la luguna si riempe di vitalità ed è facile imbattersi in feste, happening e performance davvero singolari.
  • E per finire con un po’ di umore, vediamo alcune cose che non bisogna assolutamente fare alla Biennale. Guardiamoci questo  video tratto dalle Vacanze Intelligenti in cui il grande Alberto Sordi passeggia in compagnia della sua signora (interpretata da Anna Longhi) per le sale della Biennale mostrando una percezione molto ironica dell’arte contemporanea.

E voi ci andrete? Aspettiamo i commenti sui vostri Padiglioni preferiti 🙂

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Dalla torsione al ricciolo. Come nasce il Barocco

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Nel 1605 Francesco Mochi, uno scultore che ha allora poco più di vent’anni, termina quest’Angelo dell’Annunciazione che da alcuni viene considerata la prima scultura completamente barocca. Si tratta della prima scultura che può essere vista da tutti i lati, non solo frontalmente. La posizione in cui è rappresentato l’angelo dimostra che è appena sceso dal cielo, verso cui rivolge il braccio sinistro. La lavorazione del marmo della veste mostra che probabilmente l’idea dell’artista era di metterlo accanto ad un punto di luce in modo che il marmo risplendesse in maniera particolare. L’effetto teatrale è notevole. Ma la cosa più importante è il giro della veste, che svolazza nell’aria (incredibile l’abilità nel lavorare la pietra come se fosse un panno di stoffa) creando un ricciolo perfetto. Ed è proprio il ricciolo, secondo quanto ci spiega Philippe Daverio in questa piacevolissima puntata di Passepartout, il segreto del gusto Barocco.

Passepartout è da quasi dieci anni una trasmissione ‘cult’ prodotta dalla Rai con un incredibile successo di pubblico e di cui si continuano ad emettere repliche di vecchie puntate, come questa sul Barocco. Su youtube si possono trovare ancora molte puntate. Il motivo del suo successo è rappresentato probabilmente dal tipo di formato e dall’atteggiamento del suo autore. Philippe Daverio è un critico d’arte che ha studiato Economia all’Università Bocconi di Milano e che insegna Etica del Design in diverse Facoltà di Ingegneria. Il suo sguardo sull’arte è quindi necessariamente eclettico e spazia dai grandi capolavori fino agli oggetti più quotidiani e insignificanti. L’obiettivo non è quello di cercare la ‘grande arte’ ma di scoprire la mentalità ed il modo di vedere il mondo che sta dietro la creazione degli oggetti nel corso del tempo.

Nel caso del Barocco Daverio ci spiega come il clima della Controriforma avrà una prima conseguenza nella rappresentazione del corpo umano, che può essere dipinto nudo solo se non completamente frontale: è l’invenzione della torsione. Attraverso un meraviglioso itinerario che va dai riccioli del manico del primo violino alle parrucche del Re Sole; dagli svolazzi dei pizzi e dei merletti della moda dell’epoca fino alle polene delle navi, Daverio ci conduce a riconoscere gli indizi che mostrano la nascita di una nuova sensibilità estetica che condurrà alla creazione di sculture come quelle dell’angelo di Mochi, che si trova attualmente al Museo dell’opera del Duomo di Orvieto. Buon divertimento.

Un pennello al femminile

Nonsofonisba so se avete mai sentito parlare di questa famosa pittrice italiana. Si tratta di Sofonisba Anguissola, che ha vissuto per qualche tempo in Spagna, alla corte di Filippo II, ed è l’autrice di alcuni famosi ritratti della famiglia reale, alcuni dei quali si trovano al Museo del Prado. Se avete voglia di farvi una per il Prado potete portarvi dietro un amico o un’amica e impressionarl@ con la vostra sorprendente competenza della storia dell’arte italiana….

Nata nel 1530 in una famiglia benestante, ebbe molte sorelle, alcune delle quali si dedicarono ugualmente alla pittura, e visse una vita lunghissima e piena di riconoscimenti per le sue doti di pittrice. Dei ritratti che si trovano a Madrid uno, il più bello, è di attribuzione non completamente sicura. Si tratta di Catalina Micaela, figlia di Felipe II e della terza moglie, Elisabetta di Valois. Catalina MicaelaIl ritratto comunque è splendido e vale la pena fargli una visita per esaminarlo da vicino. E magari vale anche la pena leggersi la vita di questa principessa che andò in moglie a 18 anni al Duca di Savoia e a cui il padre, il giorno del suo matrimonio, regalò un bacile pieno di perle a significarFelipe IIe le lacrime che versava per la sua partenza. Il secondo ritratto importante è forse meno interessante e rappresenta proprio Felipe II in età avanzata con i capelli bianchi e l’aria un po’ rimbambita…..farlo qui. Buona visione.

Le idee che hanno cambiato l’Arte

Seconda parte del corso sulle idee che hanno cambiato l’arte

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La seconda parte del corso proseguirà nel percorso tracciato nella prima parte scoprendo quali sono state le grandi e piccole idee che l’Uomo ha cercato di migliorare e applicare all’espressione artistica. Ogni “idea” sarà un piccolo viaggio attraverso quelle che sono state le innovazioni e le tecniche che hanno sviluppato la creazione artistica dalla preistoria ai nostri giorni.

inizio: 31 gennaio

ore: 17.00

dove? Libreria TiposInfames a Madrid

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Le Metamorfosi di Ovidio nell’Arte

Cominciamo a gennaio un nuovo corso di arte!

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Le Metamorfosi di Ovidio è una delle fonti più affascinanti che ha tramandato per secoli la mitologia greca e latina. Attraverso i suoi versi si snodano una lunga serie di miti a cui l’Arte di tutti i tempi ha sempre attinto a piene mani. Il corso vuole seguire questo legame tra Letteratura e Arte, scoprendo come artisti diversi in secoli diversi abbiano trasformato in immagine la parola scritta. Ogni lezione prenderà in esame uno o più miti, partendo dal testo scritto, per seguire come nelle arti figurative questi miti sono stati di volta in volta interpretati.

Inizio: 31 gennaio 2014

ore: 11.30

dove? Libreria TiposInfames a Madrid

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