Film italiani (parte uno).

Buongiorno!

Guardare film di un altro Paese è forse il modo migliore per immergersi nella sua cultura  quando si studia la lingua a chilometri di distanza.

Attraverso le pellicole, infatti, osserviamo dinamiche di vita, comportamenti umani, condizioni sociopolitiche, episodi storici, riferimenti culturali e luoghi urbani o naturali del territorio.

Inoltre, dal punto di vista dell’apprendimento linguistico, il film ci permette di riconoscere strutture e espressioni apprese, capirne meglio l’uso pratico e di impararne nuove. Fin dai primi mesi di studio della lingua, anche quando ancora non si capiscono tutti i dialoghi, è comunque un esercizio utile che aiuta ad abituare l’orecchio alla nuova lingua e a stimolare la curiosità.

Lo studente spettatore più esperto invece può osservare e imparare pian piano a riconoscere le variazioni diafasiche della lingua, quelle legate alla situazione comunicativa e al contesto, le variazioni diatopiche, quelle legate al luogo di provenienza, con le quali è più difficile entrare in contatto quando si studia la lingua all’estero, e le variazioni diastratiche, quelle legate alle differenze sociali e all’appartenenza a un gruppo.

Tutti questi aspetti si aggiungono alle emozioni che un bel film trasmette.

Vi suggeriamo a continuazione trailer o scene di  alcuni film che ci sono piaciuti particolarmente. Sono film di vari generi, anni, registi e registe  e ci auguriamo che li amiate anche voi e che vi risultino utili per fare passi avanti nel vostro apprendimento dell’italiano.

  1. Johnny Stecchino, regia di Roberto Benigni (1991).

 

2. Tutti giù per terra, regia di Davide Ferrario (1997).

3.  Smetto quando voglio, regia di Sydney Sibilia (2014).

4. Io sono Li, regia di Andrea Segre (2011).

5. Chiamami col tuo nome, regia di Luca Guadagnino (2017).

6. Il grande cocomero, regia di Francesca Archibugi (1993).

(scena).

7. Pane e tulipani, regia di Silvio Soldini (1999).

8. Le meraviglie, regia di Alice Rohrwache (2014).

9. La pazza gioia, regia di Paolo Virzì (2016).

10. Gli amici del bar Margherita, regia di Pupi Avati (2009).

 

Questi sono solo i primi dieci suggerimenti 🙂 Speriamo che possiate (ri)vederli e aspettiamo le vostre opinioni, in classe o qui :).

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Un bacio di Ivan Cotroneo

Un bacio è un film di  Ivan Cotroneo che parla dell’adolescenza, dell’esclusione ma anche del valore incalcolabile dell’amicizia, di quell’unione che fa la forza, delle paure e del coraggio, dell’omologazione della società e della possibilità di ribellione contro di essa, del bullismo e dell’omofobia e di come un piccolo istante potrebbe cambiare tutto.

Difficile non rimanere affascinati dai tre giovani protagonisti: Blu, Lorenzo e Antonio. Vittime di esclusione da parte di superficiali compagni del liceo e decisamente sottovalutati da alcuni insegnanti conservatori e non al passo con i tempi.

Blu, Lorenzo e Antonio cercano di sopravvivere in un mondo provinciale e ostile e, in alcuni momenti trascorsi insieme, ci riescono davvero alla grande, trasmettendoci una buona dose di speranza. Come dice Blu nel dialogo con se stessa da adulta “l’amicizia è una cosa grandiosa, questo ricordatelo e se arrivata a quarant’anni non hai amici, beh, datti da fare perché sono loro che ti salvano“.

Il film è ambientato nella città di Udine in Friuli Venezia Giulia che sullo schermo appare allo stesso tempo una cittadina gradevole e a due passi dalla natura e un luogo noioso e provinciale per i giovani.

Ecco il trailer del film. Aspettiamo i vostri commenti!

 

 

Leggete! Libri per Studenti di Italiano

Dieci Inverni e una Venezia da scoprire

Ci sono persone che adorano l’inverno ma io non sono decisamente tra queste. L’unico momento in cui apprezzo questa stagione è quando la città si risveglia innevata, ci si incappuccia per benino per uscire nel quartiere con l’idea di scattare delle foto e dopo un po’ si finisce coinvolti in interminabili battaglie di palle di neve. Ma vivendo a Madrid è inutile dire che l’apprezzo molto raramente. Una delle cose che più mi piacciono di questa città è proprio il fatto che a volte ci sorprende con pomeriggi quasi estivi anche in pieno inverno. Sono attratta infatti da tutto ciò che rientra nel campo semantico del caldo, la luce, la primavera, l’estate… Ed è per questo sciocco motivo che il film di cui vi parlerò è rimasto dimenticato in una cartella del mio PC per troppo, davvero troppo tempo a causa del suo titolo: Dieci Inverni.

neve a Madrid, novembre 2013
Neve a Madrid, novembre 2013

Dieci Inverni fa parte di un progetto completo: il regista Valerio Mieli è anche autore dell’omonimo libro, uscito poco dopo il film. Mieli definisce le due realizzazioni come “costole della stessa idea iniziale” e dice che usare due mezzi diversi per realizzare la stessa idea gli è stato molto utile per capire l’adeguatezza di queste due forme artistiche vedendo che tipo di cose si esprimono meglio e funzionano più con una o più con l’altra. La storia inizia con l’incontro tra la studentessa di slavistica Camilla, interpretata da Isabella Ragonese, e Silvestro, Michele Riondino,  avvenuto nell’inverno del ‘99 a Venezia su un vaporetto.  Ad avvicinarli è un sentimento che si protrarrà nel tempo con incontri improvvisi e sempre invernali. Un sentimento forte trasformato di volta in volta  in attrazione, noncuranza, odio, amore, amicizia, sofferenza, piacere, paura, gelosia o nostalgia senza quasi mai riuscire a concretizzarsi. Con questo film non vi affezionerete soltanto ai suoi personaggi; non so se cambierete la vostra opinione sull’inverno, ma sicuramente sarete affascinati dagli scenari invernali nelle due città in cui si svolve: Venezia e Mosca e le campagne che le circondano.

La Laguna di Venezia
La Laguna di Venezia

Dieci inverni vi mostrerà una Venezia diversa da quella del “classico circuito turistico”. La casetta che ospita alcune delle scene più emotive si trova in realtà all’Arsenale, ma lo scenografo crea “un’isola che non c’è”, filmando scorci dell’Arsenale, della spiaggia di Sant’Erasmo e di San Pietro. La campagna dove vive il padre di Camilla si trova invece nel Valdobbiadene, patria del Prosecco (ingrediente principale dello Spritz). Per gli esperti conoscitori di Venezia, o per curiosi ecco una mappa con le location di Dieci Inverni in Laguna. E la colonna sonora del film è opera di Vinicio Capossela che interpreta la sua dolcissima Parla Piano, facendo un cammeo in una delle scene russe del film. Guardate il video clip con le scene del film! http://www.youtube.com/watch?v=Wa6TYe6ocTA

Vi piace questa Venezia? Qual è il vostro luogo del cuore nella città lagunare?