Lessico: la pensata!

che bella pensata!

Buongiorno! Oggi vi parliamo della parola pensata!

Pensata” deriva dal verbo pensare, ma assume una sfumatura di significato particolare riferendosi a qualcosa di orginale, in senso positivo o negativo.

Può essere una buona idea:

  • Ho comprato dei pennarelli e degli album da colorare, così i figli degli invitati non si annoieranno.
  • Che bella pensata! Brava!

Ma all’interno dello stesso contesto, può assumere un significato chiaramente ironico.

Immaginiamo che quei bambini lasciati da soli a colorare durante la festa decidano di fare un graffiti imbrattando tutta la stanza. In questo caso diremmo con tono ironico a chi ha comprato i pennarelli:

  • È stata proprio una bella pensata!

Usiamo quindi ma che bella pensata quando qualcuno compie un’azione inopportuna o poco saggia:

  • Come ti è venuta questa tosse?
  • Ho fatto il bagno nel lago anche se pioveva.
  • Ma che bella pensata!

 

Possiamo usare pensata per fare un commento su una novità (non necessariamente negativa):

  • Stanno bene messi  così i tavoli. Chi li ha cambiati?
  • Sarà una pensata di Luca.

 

La pensata è quindi sinonimo di idea o trovata e può essere bella, originaleinteressante e intelligente.

  • Vendere  quelle azioni è stata una pensata molto intelligente.

 

Si usa invece l’espressione fuori di ogni pensata per indicare un avvenimento diverso dalle aspettative o dai pronostici.

È stato eletto presidente fuori di ogni pensata.

 

Esiste un’espressione simile nella vostra lingua? 🙂

 

 

 

 

Lessico: ci tocchi?

Quest’espressione vi risulterà particolarmente utile se avete in mente di trascorrere le vacanze estive sul litorale italiano.

Se in acqua qualcuno vi domanda “ci tocchi?” non confondetevi! L’interlocutore non si riferisce al contatto fisico tra persone. Vi sta chiedendo se nel punto in cui siete state toccando il fondo del mare con i piedi.

Vediamo alcuni esempi:

  • ci tocchi ancora?
  • sì, ma solo in punta di piedi.

 

  • Mamma, posso fare il bagno?
  • Sì, ma non andare da sola dove non si tocca.

 

  • Mi piacciono le spiagge con il fondale profondo. Quelle dove dopo poche bracciate non ci tocchi più.

 

  • Questa spiaggia è perfetta per i bambini perché si tocca fino a molto lontano.

 

Come si dice quest’espressione nella vostra lingua?

Lessico: fare faville!

Buongiorno! Oggi vi parliamo dell’espressione italiana “fare faville”.

Le faville sono quelle piccole parti incandescenti che salgono verso l’alto quando facciamo un fuoco.

“Fare faville” significa avere un enorme successo, dimostrare le proprie qualità, entusiasmare.

Vediamo qualche esempio:

  1. a: com’è andato il colloquio di lavoro? b: benone, ho fatto faville!
  2. Diciamo che il presidente durante il suo ultimo mandato non ha fatto faville; anzi ha lasciato una situazione molto difficile per la neoeletta.
  3. Ho letto che l’ultimo film di Virzì ha fatto faville, dobbiamo andare a vederlo.
  4. La nuova libreria sta facendo faville e ora festeggia il suo primo anniversario.
  5. a: sono agitata per l’esame di domani… b: smettila, farai faville come sempre!

 

E ora due domande per voi: come tradurreste quest’espressione nella vostra lingua?

E quando sarà la prossima volta che farete faville?

 

 

 

La lettera che fa la differenza

Alcune parole della lingua italiana e spagnola si differenziano soltanto per una lettera.

A livello di comprensione questa grande somiglianza è senza dubbio un vantaggio, anche se può causare incertezze al momento della produzione scritta o orale.

Oggi vi abbiamo preparato un test per controllare quanto siete perfezionisti 🙂

Per farlo, fate click qui e premete start.

Buon divertimento!

lettere

 

 

Lessico: aula, classe o lezione?

Oggi torniamo a parlare di lessico, vediamo insieme la differenza tra aula, classe e lezione.

L’aula è la parola più “neutra” delle tre: indica il luogo fisico dove si fa lezione.

Per esempio:

A scuola ci sono 15 aule e un’aula magna.

En la escuela hay 15 aulas y un aula magna.

Con la parola classe, invece possiamo indicare:

Un’aula in concreto:

Potete inziare ad entrare in classe se volete, arrivo subito!

Podéis ir entrando a clase si queréis, ¡voy en seguida!

Un gruppo di studenti, ricorrendo a una metonimia:

Siamo proprio una bella classe!

¡Qué clase más bonita somos!

Un anno scolastico

Che classe fa tua figlia? La quinta elementare

¿En qué curso está tu hija? En quinto de primaria

La lezione, invece, è l’attività didattica che si svolge (generalmente in classe, ma anche all’aperto).  Questa parola può generare confusione per i parlanti di altre lingue nelle quali è più comune usare la parola più simile a classe come lo spagnolo (clase / lección), ma anche il francese (classe / leçon) o l’inglese (class/lesson).

Oggi, dopo la lezione di italiano, vado a lezione di violino

Hoy, después de la clase de italiano, voy a clase de violino

Se non puoi iscriverti al corso, possiamo fare delle lezioni private

Si no te puedes inscribir al curso, podemos dar unas clases particulares.

Ti richiamo più tardi perché sono a lezione.

Te vuelvo a llamar más tarde porque estoy en clase

Facciamo una prova? Ecco per voi il nostro test!
Dovete solo inserire il vostro nome e provare 🙂

https://www.proprofs.com/quiz-school/story.php?title=mtu3ntu3mav0u6&id=1575301&ew=430

La parola preferita

Quando studiamo una lingua straniera, o entriamo in contatto con un’altra varietà linguistica della nostra lingua, scopriamo parole o espressioni che ci incuriosiscono e ci affascinano.  Spesso ci piace semplimente il suono o, altre volte, ammiriamo l’efficacia della parola in grado di esprimere un concetto che abitualmente dovremmo parafrasare.

A volte in classe c’è una parola preferita da tutti perché è stata imparata in qualche contesto divertente; per alcuni la parola preferita è un vocabolo che in partenza è difficile da memorizzare o da pronunciare e che s’impara solo dopo molti tentativi.

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Vediamo insieme alcune delle parole preferite dai nostri studenti con i rispettivi significati:

persino: o perfino è un sinonimo di addirittura o anche e si usa così: “alla festa di Lucilla è venuta persino Isotta che non usciva da secoli”.

boh!: per un italiano è difficile prescindere da questa interiezione così efficace, tanto è vero che spesso nei contesti familiari, e quando sappiamo che le persone che abbiamo intorno ci capiscono, lo prendiamo in prestito anche parlando in spagnolo. Boh si usa nella risposte per esprime dubbio, indifferenza o reticenza.

“- Sai dov’è finito Angelo? –Boh!”

intontito: significa stornito, frastornato. Per esempio ” con questo caldo siamo tutti un po’ intontiti“.

– lo spiedino: insieme di pezzetti di carne, pesce o altri cibi infilzati in un piccolo spiedo (un bastoncino) e arrostiti sul fuoco o mangiati crudi nel caso di frutta e verdura. “Per l’apertivo Alberto ha preparato degli spiedini con le mozzarelline e i pomodorini”.

– la grigliata: verdure, carne o pesce cotti alla griglia, sul fuoco.

arronzare: fare una cosa male o frettolosamente. “Questo lavoro va svolto con precisione e attenzione. Mi raccomando, Clara, non arronzare!”

daje!: è un intercalare estremamente efficace che si usa a Roma per esprimere  praticamente tutto. Per esempio lo usiamo per incentivare “Daje, che facciamo tardi”; per confermare “Ci beviamo un vermuth? – Daje!”; per esultare quando la nostra squadra del cuore vince una partita ” Dajeeeeee!”.

– la farfalla: questo insetto colorato ha nomi completamente diversi e altrettanto belli in tutte le lingue che conosciamo: mariposa in spagnolo, butterfly in inglese, papillon in francese, leptir in serbocroato, borboleta in portoghese, kutu-kutu in indonesiano.

– la miriade: significa diecimila nell’antico sistema numerale greco. Oggi usiamo miriade per riferirci a un numero molto grande. ” una miriade di stelle nel cielo”.

– il polpaccio: è il muscolo sotto il ginocchio, nella parte posteriore della gamba. “Non posso venire a correre domani. Mi fanno ancora male i polpacci”.

Queste sono solo alcune delle parole della lingua italiana alle quali siamo più affezionati al Centro Lingua Italiana.  Quali sono le vostre parole preferite e perché vi piacciono tanto?