Buon Natale!

Quest’anno per augurarvi Buon Natale abbiamo scelto una delle filastrocche di Natale scritte da Gianni Rodari. A noi piace molto perché è semplice ma trasmette un messaggio di solidarietà, uguaglianza e generosità. Speriamo che piaccia anche a voi  e vi auguriamo di passare delle feste meravigliose e felici :).

Cliccando sulle parole sottolineate si aprirà il link con la loro definizione, un sinonimo o con un’immagine che vi aiuterà a capire meglio il testo.

Filastrocca di Natale

Un abete speciale
Quest’anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami
e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro ogni giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.

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Pablo Neruda a Capri

L’Italia è stata da sempre dimora temporanea di artisti, poeti e scrittori provenienti da diversi luoghi del mondo. Affascinati dalla bellezza delle sue terre, questi geni le hanno regalato versi, tele, note e opere d’arte meravigliose. Oggi vi parleremo del soggiorno di Pablo Neruda a Capri. Il poeta cileno, che si autodefiniva un marinaio di terra, ha trascorso sei mesi sull’isola, diventata da subito per lui una fonte inesauribile di ispirazione. A Capri visse uno dei periodi più belli della sua vita, anche perché fu proprio in questo luogo così ameno che decise di sposare simbolicamente la sua ultima moglie, Matilde Urrutia, che lo aveva accompagnato sull’isola in seguito all’ordine di espulsione del poeta dall’Italia, revocato grazie all’intervento di un gruppo di intellettuali amici .

Nella raccolta di memorie Confesso che ho vissuto, Neruda afferma che l’unico modo per assaporare veramente l’essenza di Capri è liberandosi dall’etichetta di turista per scoprire la Capri popolare e saper dove trovare il vino buono e le olive che mangia la gente del posto. La Capri che celebra il poeta, infatti, è ben diversa dalle immagini dell’isola mondana a cui siamo abituati, come possiamo leggere nei travolgenti versi di Chioma di Capri.

Chioma di Capri

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Capri, regina di rocce,
nel tuo vestito
color giglio e amaranto
son vissuto per svolgere
dolore e gioia, la vigna
di grappoli abbaglianti
conquistati nel mondo,
il trepido tesoro
d’aroma e di capelli,
lampada zenitale, rosa espansa,
arnia del mio pianeta.

Vi sbarcai in inverno.
La veste di zaffiro
custodiva ai suoi piedi,
e nuda sorgeva in vapori
di cattedrale marina.
Una bellezza di pietra. In ogni
scheggia della sua pelle rinverdiva
la primavera pura
che celava un tesoro tra le crepe.
Un lampo rosso e giallo
sotto la luce tersa
giaceva sonnolento
aspettando
di scatenare la sua forza.
Sulla riva di uccelli immobili,
in mezzo al cielo,
un grido rauco, il vento
e la schiuma indicibile.
D’argento e pietra è la tua veste, appena
erompe il fiore azzurro a ricamare
il manto irsuto
col suo sangue celeste.
Solitaria Capri, vino
di chicchi d’argento,
calice d’inverno, pieno
di fermento invisibile,
alzai la tua fermezza,
la tua luce soave, le tue forme,
e il tuo alcol di stella
bevvi come se adagio
nascesse in me la vita.

Isola, dai tuoi muri
ho colto il piccolo fiore notturno
e lo serbo sul petto.
E dal mare, girando intorno a te,
ho fatto un anello d’acqua
che è rimasto sulle onde
a cingere le torri orgogliose
di pietra fiorita,
le cime spaccate
che ressero il mio amore
e serberanno con mani implacabili
l’impronta dei miei baci.

Sull’isola partenopea, Neruda è stato ospite dello scrittore naturalalista caprese Edwin Cerio che ha offerto a lui e a Matilde la villetta di suo cugino Arturo in via Tragara. Quando andrete a Capri, vi consigliamo di percorrere questa via sulle tracce del poeta e di Matilde per godervi una vista mozzafiato sui faraglioni.

 

 

 

 

 

Poesia autunnale

Buongiorno, l’autunno è arrivato con i suoi colori ad allietare la nostra vista nei parchi cittadini o nelle gite in campagna del fine settimana.

È una stagione un po’ malinconica, ma anche estremamente colorata e profumata. Inoltre, è il periodo dell’anno in cui si mettono in pratica le idee maturate durante le lunghe e riposanti vacanze estive.

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L’autunno ha inspirato molti poeti di tutto il mondo e oggi vogliamo leggere insieme a voi questa spendida poesia di Dino Campana che ne ha immortalato il cromatismo e la malinconia.

Giardino autunnale

Al giardino spettrale al lauro muto
de le verdi ghirlande
a la terra autunnale
un ultimo saluto!
A l’aride pendici
aspre arrossate nell’estremo sole
confusa di rumori rauchi grida la lontana vita:
grida al morente sole
che insanguina le aiole.
S’intende una fanfara
che straziante sale: il fiume spare
ne le arene dorate; nel silenzio
stanno le bianche statue a capo i ponti
volte: e le cose già non sono più.
E dal fondo silenzio come un coro
tenero e grandioso
sorge ed anela in alto al mio balcone:
e in aroma d’alloro,
in aroma d’alloro acre languente,
tra le statue immortali nel tramonto
ella m’appar, presente.

Il poeta scrisse questi versi nel magnifico giardino di Boboli nel Palazzo Pitti di Firenze. I colori autunnali sono affiancati dal bianco delle statue e da un’esperienza olfattiva con l’aroma d’alloro acre che accompagna un’apparizione misteriosa.

E voi, quali sono le caratteristiche dell’autunno che preferite?