¿Tortilla de patatas o frittata di maccheroni?

En este post os hablamos de un plato tan fácil como exquisito y, al parecer, un poco inesperado. Deseamos que os guste y que probéis, y volváis a hacer, la receta muchas veces. Hemos dicho inesperado, pensando en la cara de estupor y curiosidad de nuestros comensales en una comida de última hora de hace unos pocos días. Nos habíamos reunido para un aperitivito informal de domingo, de esos que empiezan tarde y acaban alargándose hasta que entra el hambre verdadera. Un hambre que decidimos matar enseguida con algo sabroso y que llenara bien. Fuimos a la cocina enumerando los ingredientes a nuestra disposición e imaginando exquisiteces rápidas y de procedencia geográfica variada, hasta llegar democráticamente a dudar entre dos comidas: una rica tortilla de nuestro país adoptivo o un buen plato de pasta de nuestro país de origen. Nadie se atrevía a tomar la decisión final y entonces optamos por hacer las dos cosas a la vez en un único plato. ¿Os parece factible? De alguna forma lo es. En Italia existe una delicia llamada Frittata di maccheroni; es un plato tradicional de Campania que se suele hacer con la pasta que ha sobrado el día anterior (aunque si se os antoja de repente, también podéis cocinar la pasta sobre la marcha, ¡eh!), rehogada en una sartén con borde alto con los ingredientes que más os gusten y cubierta de huevos batidos a los que podéis añadir más componentes (igual que cuando preparamos la tortilla de patatas). Un plato con un aspecto muy apetecible a la vista y al gusto. Lo podéis comer en casa o también llevarlo para una comida en la sierra o en el campo. ¿Os animáis a hacerla? Aquí van las fotos de nuestro plato y  la un enlace a una receta en italiano con el vídeo.

Buon appetito e aspettiamo le vostre foto.

 

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Cosa bolle in pentola a settembre?

I fichi sono il frutto settembrino per eccellenza. Grazie al loro sapore molto dolce sono ottimi da mangiare sia freschi, da soli o per accompagnare formaggi e prosciutto crudo,  che secchi, magari ripieni di noci, ma sono anche un ottimo ingrediente principale per piatti dolci o salati.

Noi abbiamo provato queste ricette che vi consigliamo.

  1. La marmellata di fichi senza zuccheri aggiunti

Per fare la marmellata avete bisogno di 5 chili di fichi maturi, 500ml di acqua, il succo di mezzo limone e una mela con la buccia. Prendete una pentola capiente e versateci dentro la frutta tagliata e l’acqua.  Accendete i fornelli e da quando l’acqua inizia a bollire calcolate un’ora di cottura mescolando di tanto in tanto. Dopodiché, versate la marmellata ancora calda nei vasetti sterilizzati (per sterilizzarli dovete farli bollire nell’acqua per mezzora insieme ai loro coperchi), chiudeteli bene e fateli raffreddare a testa in giù coperti con uno strofinaccio. Ecco fatto, i vostri vasetti di marmellata sono pronti: potrete gustarla a colazione sul pane o a pranzo e a cena insieme ai formaggi.

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2. La crostata di fichi e mascarpone

Questa torta è una vera delizia. Come dicevamo prima, se i fichi si sposano bene con i formaggi immaginatevi con il mascarpone… Vi è già venuta l’acquolina in bocca? Normale! Non perdete tempo, munitevi degli ingredienti necessari e seguite questa ricetta suggerita dal nostro amato sito giallo zafferano.it

3. Il gelato ai fichi

Il gelato è la nostra passione, chissà quanti ne avremo mangiati durante l’estate, ma nonostante ciò non ci stufa mai e approfittare delle ultime settimane di caldo per mangiarne ancora un po’ ci sembra d’obbligo.  Quello ai fichi è un gusto originale e delizioso. Noi lo abbiamo fatto in casa con la macchina del gelato, uno strumento molto popolare negli anni Novanta che potete vedere in questa pubblicità, per attribuire un tocco vintage alla ricetta.  Se non avete una gelatiera, non disperate, con un po’ di pazienza in più il gelato lo si può fare lo stesso. Gli ingredienti che abbiamo utilizzato per fare  circa sei porzioni di gelato ai fichi sono i seguenti: 450 grammi di fichi già sbucciati, 50 grammi di zucchero di canna, 27o millilitri di latte intero, 2 cucchiai di succo di limone. Una volta preparati tutti questi ingredienti, li dovrete mettere in una terrina e frullarli con il frullatore ad immersione. A questo punto, per prepararlo senza gelatiera, dovrete mettere la terrina nel freezer e coprirla con la pellicola. Dopo circa 3 ore, quando il composto sarà ben congelato, dovrete smantellare il ghiaccio con un cucchiaio e rimetterlo nel congelatore. Questa operazione andrà ripetuta più volte fino ad ottenere un gelato cremoso. Il procedimento è un po’ lungo, ma vi assicuriamo che il risultato vale totalmente la pena e  saper fare il gelato è una soddisfazione.

4. Il risotto ai fichi e pecorino

Ed ora una ricetta salata per due persone. Vi serviranno questi ingredienti: 140 grammi di riso da risotto, un pentolino di brodo vegetale, 3 cucchiai di olio extra-vergine di oliva per il soffritto, una cipolla dorata piccola, 3 fichi, del pecorino semi stagionato, del burro, un pizzico di sale.

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Fare un buon risotto non è difficile, ma quando lo si prepara è imprescindibile seguirlo durante tutti i 20 minuti di cottura. La prima cosa da fare è mettere a bollire il brodo in un pentolino e tritare la cipolla fina fina per il soffritto. Dopo bisogna mettere la cipolla nell’olio mantenendo il fuoco basso fino a farla soffriggere. Quando la cipolla sarà imbiondita, dovrete alzare un po’ la fiamma, aggiungere il riso e mescolarlo di tanto in tanto lasciandolo tostare per circa due minuti. A questo punto potrete aggiungere una parte del brodo in ebollizione, tre volte tanto l’altezza del riso e non appena il riso comincerà a bollire, abbassare la fiamma a una misura media. Mentre il riso cuoce, gratuggiate il pecorino e tagliate i fichi a spicchi senza però mai perdere di vista la pentola con il riso. Attenzione, dovrete versare un po’ di brodo ogni volta che starà per asciugarsi, un accorgimento fondamentale per la buona riuscita del risotto. Assaggiate di tanto in tanto per controllare la cottura e la salatura, ma non dimenticate che il pecorino che metterete alla fine è un formaggio di per sé salato. Quando il riso sarà al dente, spegnete il fuoco, aggiungete il burro e mescolate rapidamente. Infine, aggiungete pecorino e fichi.. et voilà, il vostro risotto sarà pronto per essere servito.

Buon appetito e se decidete di fare una di queste ricette, non dimenticatevi di mandarci un assaggino o  una foto ;).

La lunga e strana storia della forchetta

Saremmo capaci di immaginare come mangiare gli spaghetti senza forchetta? In questa scena di ‘Miseria e nobiltà’ ci riescono….

Ma in generale non è una operazione molto bella da vedere e neppure troppo comoda. Eppure a quanto pare la forchetta è stata l’ultimo utensile da tavola ad entrare nell’uso corrente. E la sua diffusione si deve proprio all’Italia. Secondo quanto racconta Norbert Elias nel suo libro “Il processo di civilizzazione” questo oggetto sarebbe entrato in Italia nell’XI secolo grazie al matrimonio di un doge di Venezia con una principessa bizantina. Questa giovane donna doveva essere forse troppo raffinata -almeno per gli stili dell’epoca e le abitudini dell’Europa occidentale- se, come racconta lo storico, venne pubblicamente rimproverata per il fatto di non mangiare con le mani ma di usare delle forchette d’oro a due punte per portare il cibo alla bocca.forchette

In ogni caso questo piccolo oggetto, segno di distinzione e raffinatezza, cominciò a diventare d’uso comune in Italia a partire dal XIV secolo, naturalmente dapprima sulle tavole delle famiglie facoltose, e dalla Toscana si diffuse nel resto della Penisola. Il resto lo fecero i matrimoni: nel 1533 Caterina de’ Medici andò sposa al futuro re di Francia Enrico II e tra le meraviglie del suo bagaglio, che trasportò per mare fino a Marsiglia, c’erano le famose forchette, sconosciute in Francia. Ma l’uso di questo oggetto tardò a divenire normale Oltralpe: il figlio di Caterina de’ Medici, il futuro Enrico III, cercò di introdurne l’uso a corte dopo un viaggio a Venezia, ma senza successo, visto che la forchetta era considerata un oggetto degno di essere usato piuttosto dalle donne che dagli uomini e il povero Enrico III si tirò dietro la fama di ‘delicato’. Ancora all’epoca del Re Sole, cioè cento anni più tardi, una dama di corte di Luigi XIV ammirava la perizia con cui il re mangiava il ragù con le mani, mentre in Spagna Ana de Austria, figlia di Felipe III, usava dei guanti per eseguire la stessa operazione. Beati loro.

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In ogni caso, se volete approfondire l’argomento e vi piace la storia della cucina e della tavola in generale vi consiglio l’acquisto di un economico libretto di Giovanni Rebora che tratta dell’argomento . Buona lettura.

Pane, crostate e fantasmi

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Tempo fa mi ero messa in testa di imparare a fare il pane e dopo aver cercato qualche libro ho deciso che forse era meglio affidarsi ad un video su youtube, che mi permettesse di vedere bene i passi da seguire, e poi cercare su uno dei tanti blog di cucina, una ricetta da seguire. Ed è così che, navigando qua e là, ho scoperto un blog di cucina divertentissimo, da leggere oltre che da cucinare. Attratta da una meravigliosa ricetta di panini all’uvetta sono finita sulla pagina di “fragole a merenda”. A parte la precisione delle ricette e bellezza delle foto, gli articoli sono dei pezzi di umorismo quotidiano esilarante come appunto quello che accompagnava la ricetta del pane all’uvetta: il portiere della foodblogger (ebbene sì, noi diciamo così) giustificava uno strano odore che si sentiva per la casa (attribuito ad una fuga di gas) con la presenza di un fantasma. I panini all’uvetta dall’aria così invitante non li ho mai sperimentati, ma ho provato un’altra ottima ricetta. Quella della crostata di lamponi e cioccolata (con video). Buona visione e buon appetito.

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