Lessico: barare

Buongiorno!

Oggi parliamo di un verbo molto importante, specialmente quando facciamo dei giochi con i nostri studenti.

Barare significa truffare al gioco. Per esempio se durante una partita al “cinquillo” guardi le carte dei tuoi avversari stai chiaramente barando.

Vediamo alcuni esempi:

  • Dai, non barare!
  • Venga, no hagas trampas.

 

  • Barando sono bravi tutti a vincere
  • Haciendo trampas, gana cualquiera!

 

La persona che bara è un baro, parola che deriva dal latino baro -onis, ovvero briccone, cialtrone. Attenzione, siccome il sostantivo femminile risulta troppo ambiguo e di cattivo gusto (la bara è la cassa in cui si depongono i morti) quando a barare è una donna si preferisce usare la parola imbrogliona.

Marta è un’imbrogliona… Guarda sempre i cartellini degli altri studenti.

Marta es una tramposa… Mira las tarjetas de los otros estudiantes todo el rato.

Lucas, smettila! sei un baro / un imbroglione

Lucas, basta! Eres un tramposo.

 

L’espressione spagnola caer en la trampa invece si traduce con il verbo pronominale cascarci, di cui vi parleremo prossimamente.

 

 

 

 

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Parole spagnole che fanno parte del vocabolario italiano.

Sapevate che in italiano esiste l’avverbio tampòco e che, come potete immaginare, deriva dallo spagnolo?

Sin dalle prime lezioni d’italiano si impara il significato dell’avverbio di negazione neanche. Eppure non sempre si sa che in italiano esiste anche l’avverbio tampoco, anche se meno usato e decisamente più antico.

Ma come si usa e cosa vuole dire? È sinonimo di neppure o nemmeno, ma è sempre preceduto dalla negazione né.

Ad esempio:

Non voglio preoccuparmi troppo per le avversità né tampòco avvilirmi.

Non ho intenzione né di perdere troppo tempo né tampòco di stancarmi facendo ore di la fila per comprare un biglietto della lotteria di Natale da Doña Manolita.  🙂

Probabilmente ad un ispanofono piacerà usare una parola così familiare; bisogna però tenere in conto che è un avverbio raro ed antico e non possiamo usarlo esattamente come in spagnolo usiamo tampoco.

Detto questo, non dimentichiamo che ognuno di noi ha la libertà e il potere di far rivivere qualsiasi parola antica che apprezza.

Lessico: mettere la pulce nell’orecchio

Buongiorno!

Oggi parliamo dell’espressione mettere la pulce nell’orecchio. La pulce è un piccolo insetto che quando viene a contatto con la nostra pelle, o con il pelo degli animali, causa un prurito molto fastidioso. Se questo insettino ci entrasse nell’orecchio si muoverebbe in continuazione ricordandoci la sua presenza.

L’espressione mettere la pulce nell’orecchio a qualcuno deriva proprio dalla sensazione che darebbe l’insetto. Una pulce nell’orecchio è una notizia che accende la nostra curiosità; può essere un dubbio, un sospetto ma anche un suggerimento positivo. Una pulce nell’orecchio è insomma un’idea alla quale non riusciamo a smettere di pensare.

Vediamo qualche esempio:

  • Se non mi avessi messo la pulce nell’orecchio non controllerei in continuazione se Simone è in ufficio. (“La pulce” in questione è il fatto che un collega si assenta spesso dal posto di lavoro).
  • Luca mi ha messo la pulce nell’orecchio. Devo assolutamente provare quella gelateria! (“la pulce” è un gelato favoloso).
  • Non voglio metterle la pulce nell’orecchio ma nella sua azienda stanno licenziando moltissime persone ultimamente. (“La pulce” è il posto di lavoro di un’amica  a rischio).
  • Mi pento di avergli messo la pulce nell’orecchio! (Sarebbe stato meglio non aver fatto venire un dubbio a un amico).

 

Avete anche voi qualche pulce nell’orecchio ultimamente? O avete messo una pulce nell’orecchio di qualcun altro?